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Progettare il giardino italiano contemporaneo

Stile paesaggistico, la nascita in Inghilterra

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Come la società condiziona lo stile del giardino? Il passaggio dallo stile geometrico formale allo stile paesaggistico ha a che fare con i cambiamenti storici di un paese.

“Alla simmetria, si dice, succede l’asimmetria sistematica, alle composizioni ordinate il disordine, alla tirannia delle potature severe la libertà, ai bacini e ai canali di forma geometrica i fiumi volutamente sinuosi, le serpentine…; alle terrazze e ai piani succedono pendenze capricciose, colline, roccaglie e non più i laboriosi ninfei all’italiana”  (Pierre Grimal)

DALL’ARTE TOPIARIA ALLO STILE PAESAGGISTICO

Nella progettazione del paesaggio, il limite tra identificare lo “spirito del luogo” ed il domare completamente la natura si sono da sempre rincorsi, intrecciati, assecondati. In una progettazione “naturale”  dobbiamo cercare di imitare l’atteggiamento di Michelangelo che, partendo da un blocco di marmo riuscì ad estrarre il Davide, “prigioniero” nella pietra. La vocazione del territorio  deve essere ben interpretata, valorizzando quello che già è in maniera sottile scritto in codice dalla natura. Quando l’arte della progettazione voglia per contro costituire un marcato confine tra lo spazio naturale ed il giardino costruito, la direzione e la dimensione ideale è quella dell’ars topiaria. Con la cultura rinascimentale, in tutta Europa, l’inizio del 1600 aveva visto la costruzione  di grandi dimore di campagna accompagnate da parchi formali geometrici,  con aiuole schematiche definite da bossi scolpiti dall’arte topiaria. A partire dalla guerra civile, negli anni trenta del 1600, in Inghilterra  i parchi, visti come l’emblema del re e degli aristocratici conservatori, vennero distrutti anche per sostenere la guerra. Dopo la guerra il  disegno assolutista del diritto di nascita crolla,  per cui il potere da quel momento in poi  verrà condiviso fra il re ed  un parlamento composto da  aristocratici e persone della classe media; commercianti, banchieri e proprietari terrieri.

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La Foce, Chianciano

DA DOVE NASCE IL TERMINE “PAESAGGISTICO”?

L’introduzione di nuove macchine agricole creò una spaccatura fra i nuovi proprietari terrieri, solo quelli che  potevano permettersi tali investimenti, potevano avere fondi sempre più grandi. Per controllare le grandi proprietà , avevano la necessità di dimorare in situ. Contemporaneamente all’espansione di tali proprietà si sviluppò ulteriormente il movimento di opposizione alla rigida formalità dei giardini topiati. Alexander Pope (1688-1744) poeta e saggista si fece promotore di un nuovo stile architettonico, il Palladianesimo, lo stile neoclassico importato dall’Italia. I paesaggi dipinti dai pittori decorativi come Claude Lorrain o Salvator Rosa, ritraevano una natura  idilliaca con una bellezza naturale, mai selvaggia, spontanea e al contempo addomesticata. Da questo modo di ritrarre la natura nacque il termine “paesaggistico”.

Tutto venne reso curvilineo e ammorbidito, sentieri ondulati, gruppi di vegetazione,  colline e laghetti, fiumi e ponticelli accompagnati da finte rovine e tempietti classici. I grandi parchi erano ancora una volta un simbolo, questa volta della libertà britannica, una libertà da vivere anche nei giardini, non più costretti da una severa arte topiaria, ma lasciati liberi di vivere lo spirito del luogo. Pope scrisse:

Consultate sempre la disposizione e il genio del luogo. E’ lui che vi dirà ……se rivolgersi a un ambiente campestre, diradare un boschetto, unire le macchie, variare le ombre, prolungare o diminuire un viale: bisogna che appaia come se voi dipingeste mentre piantate, come se disegnaste mentre lavorate”.

LO STILE PAESAGGISTICO NELLA PROGETTAZIONE CONTEMPORANEA

E’ questo che cerchiamo di fare nei nostri progetti, dipingere il paesaggio, disegnarlo con le piante, con le loro geometrie,  i loro colori e le loro tessiture, renderlo armonico con l’architettura presente grazie all’uso di materiali adatti, siano pietre locali, legno, o materiali di sintesi. La progettazione del paesaggio, come le altre discipline si avvale oggi di una lettura trasversale dello stile del giardino. La fusione tra stile paesaggistico, ars topiaria e molte altre contaminazioni, può costituire un grande strumento nella progettazione contemporanea.

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Progetto per un giardino in campagna

La scrittrice Hannah More (1745 – 1833) dopo una piacevole passeggiata con Lancelot Brown nel giardino di Hampton Court Palace  ci racconta come egli  con un linguaggio a lei tecnicamente molto comprensibile, le avesse fatto comprendere  l’ arte della  progettazione paesaggistica. Lancelot Brown ebbe il grande merito di saper valorizzare  l’esistente (le possibilità del luogo, the capabilities ) divenne per questo  “Capability” Brown,   aveva soggiornato ad Hampton Court Palace dal  1764  al 1782 come “Master gardener”, dal racconto ci arriva in maniera molto leggibile l’intervento della sua  progettazione e chiara la scelta dei dettagli;

“Ora lì” ha detto, indicando col dito “metto una virgola, e lì, “ indicando un altro punto, “dove serve una svolta più decisa, metto due punti; da un’altra parte ove serve un’interruzione per rompere la vista, una parentesi; ora un punto fermo, e poi inizio un altro argomento” .

Scopri di più sui nostri progetti

Bibliografia

  • Progettare la natura, Architettura del paesaggio e dei giardini dalle origini all’epoca contemporanea, di Franco Panzini editori Zanichelli
  • Il Giardiniere inglese di Masolino d’Amico editori Skira
  • The omnipotent Magician-Lancelot “Capability” Brown 1716-1783, di Jane Brown
  • L’arte dei giardini, Pierre Grimal

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