Restauro dei giardini delle Ville Napoleoniche

Anno: 2024
Posizione: Portoferraio, Isola d’Elba
Cliente: Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei Nazionali Toscana
Fase: Realizzato
Superfice: 6000+35000
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Per dieci mesi, dalla primavera del 1814 al febbraio 1815, Napoleone Bonaparte fu esiliato sull’Isola d’Elba. A Portoferraio, la cittadina che scelse come capoluogo, egli possedeva due residenze principali: la Palazzina dei Mulini e la Villa di San Martino, rispettivamente la residenza pubblica e quella privata dell’Imperatore in esilio. Il progetto prevede la riqualificazione dei giardini di pertinenza della Palazzina dei Mulini, situata nella sommità del centro abitato di Portoferraio, e del parco di Villa San Martino, localizzata poco distante dal capoluogo.

PALAZZINA DEI MULINI

Al suo arrivo all’Isola d’Elba Napoleone scelse per se e per la sua corte i padiglioni militari dei Mulini, situati in una posizione strategica tra il Forte Falcone ed il Forte Stella, da cui si dominano la città, il porto ed il tratto di mare fino alla costa toscana. I piazzali e i gradoni affacciati sul mare furono unificati in un giardino nel quale Napoleone dispose un viale di aranci con altri esemplari botanici acquistati a Firenze e Genova. In seguito ad alterne vicende, nel secondo dopoguerra iniziò il processo di recupero degli edifici e delle pertinenze, attraverso diversi interventi di restauro. Dal 1964 la Palazzina dei Mulini è a tutti gli effetti un museo napoleonico aperto al pubblico.

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Il progetto mira a recuperare lo spirito del giardino di epoca napoleonica secondo un approccio filologico, tenendo però anche conto dell’odierno utilizzo.

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In linea generale il verde di tutte le aiuole è stato ripensato andando a costituire un disegno geometrico più affine a quello che doveva essere lo stile all’italiana che storicamente caratterizzava del giardino. Gli interventi e le scelte progettuali sono state motivate in particolar modo dalla volontà di recuperare, dove possibile, alcuni elementi vegetali evidenti nell’iconografia storica. In particolare, si è scelto di ripristinare il filare di alberi lungo il bastione, riqualificare il giardino murato con nuovi agrumi a spalliera e recuperare gli orti e i frutteti nei terrazzamenti superiori. Il progetto prevede inoltre la riqualificazione di pavimentazioni, scale e cordoli, con la finalità di rendere accessibili i giardini a tutte le tipologie di utenti, oltre al restauro delle murature in elevazione e l’inserimento di arredo urbano per migliorare la fruibilità degli spazi.

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VILLA SAN MARTINO

Napoleone scelse questa valle poco distante dall’abitato di Portoferraio per ospitare una tenuta agricola e una piccola villa di campagna, data la presenza di una fonte che scende dal colle ed un sistema di pendii per proteggere le coltivazioni dai venti. In seguito alla fuga precipitosa dall’Elba ed al ben noto epilogo della vicenda napoleonica, Villa San Martino passò agli eredi dell’imperatore finché, nel 1856, fu acquistata dal nobile russo Anatolio Demidoff, grande collezionista d’arte e soprattutto ammiratore indefesso delle imprese di Napoleone.

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L’edificio originale e le sue pertinenze furono drasticamente modificati dall’intervento di realizzazione della Galleria Demidoff e del lungo viale rettilineo di accesso, che ha alterato completamente la relazione tra il modesto edificio originario nel quale soggiornò – brevemente – Napoleone e il contesto circostante, che da agricolo divenne a tutti gli effetti quello tipico di un parco ottocentesco. La galleria napoleonica divenne in seguito un museo e uno spazio espositivo per varie mostre di lungo periodo, ed è oggi dedicata alla figura di Napoleone.

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Sulla base di quanto detto, e dei principi enunciati nella Carta dei Giardini Storici detta “Carta di Firenze”, diversamente dalla Palazzina dei Mulini è di difficile attuazione un intervento di restauro filologico del parco affinché sia recuperato quello che era all’epoca di Napoleone. Per questo motivo, il progetto ha necessariamente puntato alla conservazione e valorizzazione dell’esistente, cercando di valorizzare per quanto possibile lo spirito del luogo, riproponendo mediante interventi mirati alcuni elementi che lo caratterizzavano in epoca napoleonica. Il progetto prevede la messa in sicurezza dell’area boscata, mediante interventi di abbattimento e potatura degli alberi esistenti, la riapertura di percorsi e la riqualificazione delle pavimentazioni, oltre all’installazione di panchine e tavoli da pic nic.

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