La transizione ecologica delle città è sempre più urgente!

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31 Ottobre 2023

Il 31 ottobre si celebra la Giornata mondiale delle città, data che rappresenta il culmine del mese detto “Urban October”. Una giornata, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 27 dicembre 2013, che ha l’intento di promuovere l’interesse della comunità internazionale e la cooperazione tra i paesi per affrontare la transizione ecologica delle città e contribuire allo sviluppo urbano sostenibile in tutto il mondo. Dalla sua istituzione, il tema generale della Giornata Mondiale delle Città è Better City, Better life,” (città migliori, vita migliore) e il sotto-tema di quest’anno è Financing sustainable urban future for all(Finanziare un futuro urbano sostenibile per tutti). Ma perché è così importante riflettere sulla città e su come mettere in atto la loro transizione ecologica? Ne parliamo in questo articolo.

“Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come spiegano tutti i libri di storia dell’economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi.”

 

Le città invisibili, Italo Calvino

L’impatto delle città

Le città sono il luogo dove vive oltre il 50% della popolazione mondiale, percentuale che in Europa sale a quasi l’80%, un dato destinato a crescere sempre di più in tutto il mondo. Le città sono quindi spazi cruciali per il benessere e la convivenza sociale della specie umana, luoghi che si sono evoluti nel tempo sino a diventare un sistema molto complesso, assimilabile ad un ecosistema.

Attualmente le città richiedono i due terzi dell’energia globale e producono fino all’80% delle emissioni di gas serra ed il 50% dei rifiuti (Mccormick and Leire, 2020). Gli esseri umani hanno alterato i processi ecologici da sempre ma l’urbanizzazione recente ha raggiunto per intensità, velocità, un livello mai prima raggiunto (Ellis, 2015). L’aumento di  aree di terreno impermeabilizzate per la realizzazione di nuove strade ed edifici, comporta un’enorme riduzione delle superfici agricole, rendendo più difficoltosa la gestione degli eventi di pioggia intensa. Eventi che, almeno in Italia, rischiano ogni volta di far esondare qualche corso d’acqua, tema di cui abbiamo parlato nell’articolo visto nell’articolo Città del futuro: il verde contro le alluvioni.

Inoltre, l’aumento di superfici, come asfalto o cemento che durante il periodo estivo tendono a scaldarsi molto di più rispetto alle superfici “verdi”, ha provocato un innalzamento delle temperature degli spazi cittadini rispetto a quelli agricoli o ai giardini urbani. Questo fenomeno è conosciuto come isola di calore urbana.

Isola di calore urbana
Isola di calore urbana

Come è facile capire, gli scenari futuri che si prospettano per le nostre città sono tutt’altro che piacevoli, in quanto anche gli effetti del Global Change vanno ad esasperare quegli aspetti che già riducono la vivibilità ed il benessere del territorio urbano. Le recenti ondate di calore, la siccità del 2022, le tempeste che negli anni passati, dal nord al sud d’Italia, hanno provocato la caduta di migliaia di alberi, sono tragiche conferme del trend globale che è in atto anche nel nostro paese. Uno studio molto interessante del 2019 (Bastin et al., 2019) mostra come il clima delle città cambierà nei prossimi decenni. Tale studio fa delle similitudini rispetto al clima attuale di altre città e, sulla base degli scenari calcolati dai modelli di cambiamento climatico, stima per esempio che nel 2050 il clima di Londra assomiglierà a quello di Barcellona, mentre quello di Milano sarà simile a quello di Dallas!

I benefici della transizione ecologica

Affrontare il tema della transizione ecologica delle città significa comprendere che gli spazi urbani, oltre ad essere un ecosistema, sono un luogo di comunità e costituiscono proprio la nicchia ecologica della specie umana. La nostra specie ha infatti creato un proprio habitat, combinando in un unicum socio-culturale, i fattori di convivenza comune con quelli climatici ed ambientali. Appare quindi evidente come ogni intervento teso al miglioramento degli aspetti di maggiore vulnerabilità del tessuto urbano, implichi delle conseguenze rilevanti anche sul modo di vivere e convivere in città.

Una trasformazione ecologica dello spazio urbano avrebbe quindi delle conseguenze importanti e positive proprio sul benessere dei cittadini, andando incontro anche agli obiettivi di riduzione dell’inquinamento e di equa transizione, dettati dall’agenda della Unione Europea per i prossimi anni e dall’ Obiettivo 11 ”Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), definiti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La trasformazione ecologica comporta una modifica del modello di sviluppo economico e di conseguenza implica anche cambiare il modo di produrre energia, di gestire la produzione industriale, di monitorare i residui delle produzioni, di gestire rifiuti (circolarità) e di ridurre i consumi. In sostanza consiste nel cambiare gli stili di vita per riequilibrare il rapporto con la Natura.

I benefici della transizione ecologica sono ormai anche avvalorati dalla scienza, tema che abbiamo già affrontato con Francesco Ferrini nell’articolo Gli spazi verdi migliorano la salute mentale? Sì e la scienza lo dimostra!

parco industriale parma

Le Soluzioni basate sulla Natura

Uno degli approcci raccomandati per indirizzare la transizione ecologica delle città è quello improntato sull’utilizzo delle Soluzioni Basate sulla Natura (o Nature Based Solutions, NBS); ovvero, soluzioni ispirate e supportate dalla Natura. Tali soluzioni puntano quindi a favorire la biodiversità e allo stesso tempo a fornire un insieme molto ampio e diversificato di benefici ambientali, sociali ed economici.
Questi servizi ecosistemici forniti dalle NBS possono contribuire in modo economicamente sostenibile a costruire la resilienza delle città. A solo titolo di esempio alcuni semplici interventi di “rinaturalizzazione” che comportino la piantagione di alberi in città possono apportare un aumento di biodiversità e contribuire a migliorare il microclima.

Tra le strategie Nature Based Solution (NBS) vengono quindi raccomandate quelle atte a gestire e conservare la componente naturale già presente in città, a realizzare nuovi giardini, aree naturali, tetti verdi, aree di bioritenzione, (come i rain garden che contribuiscono a rallentare il deflusso delle acque quando le precipitazioni sono troppo intense) o anche solo ad incrementare la copertura “verde”, piantando filari di alberi, ma anche alberi isolati o semplici gruppi di arbusti. Alcune di queste aree dovranno essere realizzate, se possibile, proprio dove la mancanza di natura o la vulnerabilità del sito rende massimi i benefici offerti dall’intervento.

Nature Based Solution (NBS)

Ad esempio un tetto verde a copertura di un edificio industriale o anche di un garage sotterraneo è sempre auspicabile poiché utilizza una superficie che altrimenti costituirebbe un ulteriore aggravio in termini di impermeabilizzazione e di isola di calore. Se poi questo intervento viene realizzato in un’area densamente urbanizzata il suo valore sarà ancora più elevato. Nelle città infatti è importante ricreare spazi naturali, anche piccoli, proprio lì dove servono. Un esempio è la serra multifunzionale, realizzata nel centro di Sheffield (UK) che accoglie uno spazio ludico  oppure il boschetto realizzato in un luogo di enorme valore storico – culturale come quello di piazza del Carmine a Firenze.

Non c’è più tempo da perdere, è necessario procedere urgentemente ad una revisione dei criteri di pianificazione e progettazione dello spazio urbano, cambiando radicalmente approccio e con una visione che integri urbanistica, paesaggio, natura e vivibilità urbana. Questo cambiamento è fondamentale non solo per fini ecologici, ma anche e soprattutto per il benessere della specie umana.

Serra multifunzionale, Sheffield (UK)
Tetto verde, Piazzetta dei Marmi, Forte dei Marmi
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Piazza del Carmine, Firenze

FONTI

Bastin, J.-F. et al. Understanding climate change from a global analysis of city analogues. PLOS ONE 14, e0217592 (2019).

Brown, D.K., J.L. Barton, y V.F. Gladwell . Viewing Nature Scenes Positively Affects Recovery of Autonomic Function Following Acute-Mental Stress. Environmental Science & Technology, 47, 5562-5569 (2013).

Ellis, E. C. Ecology in an anthropogenic biosphere. Ecological monographcological monograph 85, 287–331 (2015).

Guerri, G. et al. Residential Buildings’ Real Estate Values Linked to Summer Surface Thermal Anomaly Patterns and Urban Features: A Florence (Italy) Case Study. Sustainability 14, 8412 (2022).

Guerri, G. et al. Thermal Summer Diurnal Hot-Spot Analysis: The Role of Local Urban Features Layers. Remote Sensing 13, 538 (2021).
Hilbruner, R. A Review of: “Last Child in the Woods: Saving Our Children from Nature Deficit Disorder by Richard Louv”. Applied Environmental Education & Communication 5, 283–284 (2006).

Kuo, F. E. & Sullivan, W. C. Environment and Crime in the Inner City: Does Vegetation Reduce Crime? Environment and Behavior 33, 343–367 (2001).

Mccormick, Kes; Leire, C. Cities and Consumption: Sharing cities and achieving the sustainable development goals. (Lund University, 2020).

Tsunetsugu, Y. y Y. Miyazaki. Measurement of Absolute Hemoglobin Concentrations of Prefrontal Region by Near-Infrared Time-Resolved Spectroscopy: Examples of Experiments and Prospects. Journal of Physiological Anthropology and Applied Human Science, 24 (4), 469- 72 (2005).

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