Il 20 giugno 2026 riaprono al pubblico i giardini delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba, al termine di un importante intervento di restauro paesaggistico e valorizzazione che ha interessato la Palazzina dei Mulini e Villa San Martino, a Portoferraio.
La riapertura segna una tappa fondamentale nel percorso di tutela e rilancio di due luoghi centrali del patrimonio storico e paesaggistico elbano, strettamente legati alla permanenza di Napoleone Bonaparte sull’isola. Il progetto restituisce alla visita spazi di grande valore culturale, migliorandone la leggibilità storica, la fruizione e la relazione con il paesaggio.
L’intervento ha riguardato i giardini storici della Palazzina dei Mulini e il parco di Villa San Martino, all’interno di un più ampio programma di recupero e valorizzazione delle due residenze museali.
Per la Palazzina dei Mulini, il lavoro si è concentrato sul recupero dell’impianto storico del giardino, con particolare attenzione al rapporto tra il sistema dei percorsi, le visuali panoramiche e l’identità del luogo, affacciato sul mare e inserito nel sistema fortificato di Portoferraio.
Per Villa San Martino, l’intervento ha interessato il parco e il paesaggio circostante, con azioni rivolte alla riqualificazione degli spazi aperti, alla valorizzazione delle componenti vegetali e al miglioramento dell’esperienza di visita.
La riapertura dei giardini rappresenta quindi non solo il completamento di un intervento materiale, ma anche l’esito di un percorso di studio, tutela e progetto che restituisce nuova continuità tra storia, paesaggio e uso contemporaneo.
Lo Studio Bellesi Giuntoli ha curato il progetto di restauro paesaggistico e la direzione lavori dell’intervento, contribuendo alla valorizzazione di un patrimonio storico e paesaggistico di eccezionale rilievo nel contesto dell’Isola d’Elba.
Il lavoro dello studio si è sviluppato attraverso un approccio che integra conoscenza storica, lettura del paesaggio e progetto contemporaneo, con l’obiettivo di restituire qualità spaziale, riconoscibilità e accessibilità a due giardini storici profondamente diversi ma accomunati da un forte valore identitario.
Intervenire su questi luoghi ha significato confrontarsi con un paesaggio stratificato, in cui la memoria napoleonica, il sistema delle architetture, la struttura dei giardini e il contesto naturale dell’isola formano un insieme inscindibile.
La riapertura del 20 giugno costituisce un passaggio importante nel processo di rilancio delle Residenze Napoleoniche dell’Elba e nella restituzione di questi spazi alla collettività. Secondo quanto comunicato nell’ambito dell’inaugurazione, l’intervento sui giardini si inserisce in un programma più ampio che prevede anche la revisione dei percorsi di visita, nuovi strumenti didattici, nuovi accessi e ulteriori azioni di valorizzazione delle aree e degli edifici che compongono i complessi museali.
Il restauro dei giardini si configura quindi come parte di una strategia più ampia di tutela e rigenerazione, capace di rafforzare il ruolo delle residenze napoleoniche come luoghi di cultura, paesaggio e memoria.
Con la conclusione dei lavori, i giardini della Palazzina dei Mulini e di Villa San Martino tornano visitabili dal pubblico a partire dal 20 giugno 2026, offrendo una nuova occasione per scoprire il paesaggio storico legato all’esperienza napoleonica all’Isola d’Elba.
Per lo Studio Bellesi Giuntoli, questo intervento rappresenta un progetto particolarmente significativo nel campo del restauro dei giardini storici, dove il progetto di paesaggio diventa strumento di tutela, interpretazione e trasmissione del patrimonio culturale.
Per approfondire la storia e il progetto di restauro dei giardini delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba, è possibile leggere anche il volume I giardini delle residenze napoleoniche dell’Isola d’Elba. La storia e il progetto di restauro, pubblicato da Pacini Editore. Il libro racconta il percorso di studio, ricerca e progetto che ha accompagnato l’intervento, offrendo uno sguardo più ampio sul valore storico, paesaggistico e culturale di questi luoghi.