Masterplan del Paesaggio extra moenia del Parco Archeologico di Pompei

Anno: 2022
Posizione: Pompei, Napoli
Cliente: Parco Archeologico di Pompei
Fase: Progetto esecutivo
Superfice: 17 ha
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Veduta aerea del territorio vesuviano e dei suoi insediamenti

Il sito archeologico di Pompei si trova tra il mare e il vulcano ed è il punto focale della rete di trasporto e delle infrastrutture verdi.

Il progetto ricade nel perimetro del sito archeologico di Pompei, situato nel comune omonimo della provincia di Napoli. Nello specifico l’intervento riguarda l’area verde estrameniana (circa 4 km) che va da Porta anfiteatro a Villa di Diomede, comprendendo anche: il percorso sopraelevato che si affaccia sulla necropoli di Porta Nocera, il pianoro compreso tra Via dell’Abbondanza e Via di Nola (Regio III e IX), una parte dell’area agricola posta al di fuori delle mura, tra Porta Vesuvio e Porta Ercolano, una porzione dell’Insula Occidentalis, la zona verde del canalone al di fuori delle mura di Porta Stabia e infine quella limitrofa al Quadriportico.

Puntando sui caratteri di singolarità ed eccellenza propri del sito, l’intervento complessivo di riqualificazione del circuito estrameniano, ha il fine di preservare il “carattere” naturale del luogo ed enfatizzare il più possibile gli elementi architettonici, vegetali e visuali presenti, in modo da valorizzare l’esistente preservandone la memoria storica. La gestione di arbusti ed alberi presenti unita all’introduzione di nuovi elementi vegetali ed arredi, coordinate col recupero dei percorsi attuali e l’inserimento di nuovi collegamenti, contribuiranno per questo a garantire una migliore fruibilità dell’area.

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Concept
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Rispettare l’immenso valore storico e paesaggistico del luogo, anche in termini materici e simbolici, ha richiesto un’attenta analisi del sito e della sua storia, anche di quella più recente. Uno spunto interessante è stato offerto dall’intervento eseguito da Annamaria Ciarallo, (studiosa e funzionaria del MiC) che a fine anni ‘90 inseriva boschetti, filari di pino domestico, arredi e percorsi in tufo nell’area estramenia. Anche nel masterplan proposto il tufo ritorna elemento simbolico e riconoscitivo dell’area estramenia, mediante inserti nelle pavimentazioni e come basamento delle sedute disegnate per il sito.

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L’area esterna alle mura trovandosi su porzioni non ancora scavate, offre una visione dall’altro degli scavi e visuali verso il Vesuvio e il golfo di Napoli, sottolineate anche grazie ad elementi arborei. Il percorso estrameniano, proseguendo visivamente e strutturalmente le strade palallele al “cardo”, diventa un’area verde capace di intensificare il legame tra città antica e contemporanea, svolgendo anche l’importante compito di ridistribuire i notevoli flussi di visitatori e facilitando una corretta tutela degli scavi. 

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Il progetto sopperisce a tutte quelle mancanze in termini di arredi e zone funzionali che attualmente caratterizzano l’area. Sono state inserite delle aree di sosta, pic nic, fitness all’aperto, aree gioco, bar, birdwatching etc. Il materiale scelto per la maggior parte degli arredi è il legno FSC (Forest Stewardship Council) o altri materiali che ben si inseriscono nel sito. Alcuni arredi sono stati disegnati appositamente per il sito come la panchina e la postazione di birdwatching.

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La struttura per il birdwatching è concepita con elementi modulari in legno rivestiti in bambù. Le postazioni sono inclusive e dotate di aperture più ampie, che inquadrano la vista sugli scavi, e più strette per osservare l'avifauna locale.
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Le sedute, sono state progettate con tre listelli di legno, basamento in tufo ed una staffa in acciaio COR-TEN

Per rispondere all’obiettivo di rendere accessibile tutto il circuito estrameniano, sopperendo alle necessità di tutte le tipologie di utenti è stato redatto il Piano per l’eliminazione delle Barriere Architettoniche. Le misure attuate sono: rifacimento della finitura dei percorsi, dotazione di golf car e scooter elettrici con accompagnatori, inserimento di pannelli in braille, totem audiovisivi, pavimentazione loges e arredi inclusivi, creazione di quiet point (in cui soggetti con disturbi dello spettro autistico, in sovraccarico sensoriale, possono “ricaricare le batterie”), installazione di pannelli mobili con utilizzo di simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa (sistema ARASAAC).

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