Venerdì 24 ottobre lo Studio Bellesi Giuntoli ha partecipato al convegno “Paesaggi in Movimento”, nell’ambito dell’Assemblea nazionale di AIDIA – Associazione Italiana donne e Ingegneri Architetti nella splendida Tenuta il Palagio, immersa nei vigneti del Chianti.

Una giornata dedicata alla tutela e alla trasformazione del paesaggio rurale, con la partecipazione di tante professioniste donne – ingegnere e architette – provenienti da tutta Italia.

Nel suo intervento, Alberto Giuntoli ha approfondito il tema paesaggio del Chianti, riflettendo su come il paesaggio agricolo possa evolvere affrontando le sfide del cambiamento climatico e della biodiversità, senza rinunciare alla sua identità produttiva e culturale.

Un ringraziamento speciale alla Presidente nazionale AIDIA Anna Vella, Aidia Firenze, Laura Mandò, Mina Tamborrino, Claudia Cerelli ed Elisa Ermini per i loro contributi e la splendida organizzazione di questa giornata di confronto e ispirazione.

Riflettere sulla tutela e la valorizzazione del paesaggio

l’obiettivo del convegno itinerante tra Valdarno Fiorentino e Chianti. Quest’ultimo, luogo simbolo della Toscana, icona riconosciuta a livello mondiale.

Il convegno ha promosso una riflessione sul rapporto tra paesaggio, agricoltura, insediamenti e sviluppo sostenibile. Silvia Bellesi: “Quello che cerchiamo di fare con la nostra progettazione è di valorizzare e tutelare queste modifiche del paesaggio, alla luce di un cambiamento climatico che è davvero pressante e di cui ci dobbiamo occupare in modo più serio possibile, cercando di non entrare in catastrofismi e in ansie climatiche. Ansie che tanti giovani purtroppo vivono nel loro presente. Quindi cerchiamo nel nostro piccolo, con la valorizzazione, il perseguimento di una complessità progettuale. Perché la semplificazione progettuale come vediamo in tante soluzioni di grandi alberghi, resort, non non fa bene all’ambiente, non lo rende resiliente, quindi non ci aiuta a guarire da questi guasti climatici che abbiamo purtroppo creato nel tempo.”

L’obiettivo è stato quello di stimolare un confronto su come preservare e valorizzare un territorio unico, plasmato dall’opera secolare dell’uomo e oggi chiamato a misurarsi con sfide cruciali tra conservazione e trasformazione. Alberto Giuntoli: “Quello che noi suggeriamo come progettisti del paesaggio è di recuperare una complessità del sistema. Reintrodurre quelle variabili ecologiche, quegli ecosistemi, quegli habitat che possono rendere il sistema più stabile, più biodiverso e quindi più resiliente verso le grandi trasformazioni del futuro come ahimè il cambiamento climatico che, non solo interferirà con le nostre vite, ma sicuramente anche con le attività produttive come l’attività agricola.”