Parco del nuovo Ospedale di Cremona

Anno: 2023
Posizione: Cremona
Cliente: Azienda Socio-Sanitaria Territoriale (ASST) di Cremona
Fase: Competition
Superfice: 20 ha
Partner: Baumschlager Eberle Architekten, Deerns, Oneworks, Ceas
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Il progetto del Parco per il Nuovo Ospedale di Cremona si occupa di ricucire la frattura esistente nel contesto di transizione urbana/periurbana in cui si inserisce l’area d’intervento. L’idea di base è quella di creare un sistema a corte che vede aprirsi diversi spazi all’interno di un nuovo parco urbano, dove la funzione ospedaliera si integra più armoniosamente con il contesto urbano. Nel parco, che garantisce presenza di persone in tutto l’arco della giornata, grazie all’inserimento di varie attività, quali skatepark, fitness, giochi per bambini, mercato all’aperto etc. trovano collocazione anche nuovi edifici con funzioni terziarie: parcheggio, asilo, spazi dedicati all’università, foresteria, palestra, ristorante, uffici etc.

Come memoria storica vengono preservati alcuni elementi architettonici dell’ospedale esistente, riconvertiti per ospitare nuove funzioni compatibili con le esigenze delle trasformazioni di progetto.
La memoria non riguarda solo il costruito, ma anche la natura, dato che gran parte degli alberi verranno riutilizzati e ricollocati in loco a lavori finiti. In quest’ottica l’ospedale ed il suo parco non costituiscono un’isola decentrata, ma ricollegano non solo il tessuto urbano, ma anche quello sociale della città di Cremona.

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L’accesso principale al nuovo ospedale è enfatizzato da una pensilina fotovoltaica che dal parcheggio conduce all’accesso principale in cui è situato anche il kiss&ride. Al pronto soccorso invece si accede da via Giuseppina in modo da non interferire con altre percorrenze. Al centro del nuovo ospedale vi è un atrio pubblico a tutta altezza, che garantisce ampia visibilità e permette l’accesso a tutti i reparti. Questo spazio, progettato come un giardino d’inverno, accoglie funzioni pubbliche quali la mensa, un punto ristoro, farmacia e negozi.

Il tipico sistema a corte lombarda, sulla base del qualò è stato sviluppato il nuovo ospedale, ha permesso di ideare tetti verdi e terrazze giardino, progettati rispondendo alle varie necessità delle funzioni ospedaliere. Ad esempio, il giardino botanico per le mamme e i bambini, consente di apprendere le diverse tipologie di piante e di rilassarsi tra odori e colori.

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Gli altri giardini a servizio dei reparti sono quello riabilitativo con accesso diretto al parco, per anziani e pazienti che necessitano di fisioterapia; i giardini sensoriali e terapeutici ideati con circuiti visivi, tattili, sonori e olfattivi, con specifiche differenti per malati psichiatrici e oncologici; ed i giardini relax e di tipologia all’italiana per l’ala sud in corrispondenza degli uffici e dei pazienti chirurgici. Questi spazi, sono da intendersi come semi-privati, in quanto consentono di godere della visione del parco, ma sono allo stesso tempo orientati per dare un senso di autonomia e privacy ai pazienti che li fruiscono.

Il parco nel suo complesso è caratterizzato da percorsi ciclabili, pedonali e carrabili che seguono un andamento sinuoso, per sottolineare la contrapposizione tra la griglia regolare dell’architettura e quella più naturale del parco. I salti di quota che contraddistinguono lo spazio verde permettono un collegamento visivo con le terrazze giardino dell’ospedale, mitigando allo stesso tempo l’impatto visivo degli elementi architettonici.

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Il progetto prevede inoltre la realizzazione di alcune tipologie di sistemi di drenaggio urbano (SuDS, Sustainable Drainage Systems) per rispondere all’urgenza delle sfide climatiche. Si tratta di sistemi studiati per riequilibrare il bilancio idrico dovuto a piogge improvvise nei luoghi urbanizzati e ridurre il carico inquinante dei corpi idrici, facendo sì che gli insediamenti si comportino come “città spugna” (sponge cities). Allo stesso tempo vanno a creare infrastrutture verdi in grado di sfruttare tutti i benefici forniti dai servizi ecosistemici delle soluzioni ispirate alla natura (Nature-based solutions). Tra queste rientrano: i bacini d’acqua e le depressioni inondabili in caso di eventi estremi, i bioswales lungo le arterie di viabilità carrabile che circoscrivono l’area d’intervento, il parcheggio alberato, le pavimentazioni drenanti etc. Tali soluzioni, assicurano una migliore gestione delle acque piovane e anche il recupero di queste ultime a scopo irriguo.

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