Negli ultimi decenni, in materia di paesaggio, si è sviluppata una forte predisposizione nella progettazione di Greenways, veri e propri sistemi lineari che si interfacciano con le diverse peculiarità del paesaggio e del territorio.
Little C., 1990
Un vero precursore di questi approcci di progettazione è stato sicuramente Frederick Law Olmsted (Hartford, 26 aprile 1822 – Belmont, 28 agosto 1903), che iniziò a studiare e ad approfondire già alla fine dell’Ottocento le tematiche sulle esigenze ecologiche-ambientali nei sistemi urbani.
Il progetto più emblematico in questo senso è l’Emerald Necklace di Boston; un sistema di parchi e viali di connessione che attraversano la città, fino ad arrivare alle maglie agricole poste nei margini urbani. In tal senso, ogni parco non deve essere considerato una realtà isolata che interagisce solo ed esclusivamente con un quartiere, piuttosto, devono essere inseriti in un sistema lineare che si relazionano tra di loro. Tale sistema costituisce a sua volta un contenitore di risorse naturali con funzioni ambientali, ecologiche, sociali e di trasporto pubblico che diventa un vero e proprio sistema continuo che struttura il tessuto urbano stesso. Olmsted con la sua idea degli spazi verdi lineari, anticipa di un secolo il concetto contemporaneo di greenways.
Alla fine degli anni ‘90, ci fu la prima teorizzazione del concetto delle greenways.
Le greenways, come definite da Tom Turner che per primo ha teorizzato il termine all’interno della pubblicazione “Greenways, blueways, skyways and other ways to a better London Landscape and Urban Planning” (1995), corrispondono a un “percorso piacevole dal punto di vista ambientale” (Turner T., 1998).
Tale definizione è frutto dell’analisi delle singole componenti che formano il termine stesso:
– green, che indica tutto ciò che appartiene alla vegetazione, ma in senso lato anche a tutto ciò che risulta piacevole da un punto di vista ambientale, paesaggistico, culturale, storico-architettonico:;
– ways, che oltre a indicare le vie di comunicazione quali strade, linee ferroviarie e fiumi, si rifà anche all’idea di movimento e di comunicazione.
I percorsi verdi, insieme all’utilizzo di piste ciclabili e percorsi di mobilità alternativa, possono costituire delle vere e proprie green-ways che percorrono i nodi della rete ecologica, mettendo in comunicazione i parchi urbani con i sistemi ambientali esterni. Questo comporta la nascita di nuove connessioni di rilevanza ecologica, paesaggistica e ambientale. Ponendosi in questi termini, così come espresso nella Dichiarazione di Lille del 2000, le greenways devono possedere precise caratteristiche legate alla larghezza, alla tipologia di pavimentazione e alla pendenza, che diano l’opportunità a tutte le tipologie di utenti di poterle utilizzare in sicurezza e senza alcun tipo di impedimenti fisici. Si tratta quindi di una scelta progettuale che va oltre l’idea di pista ciclabile come convenzionalmente invece viene identificata, abbracciando una visione molto più complessa che guardi alla valorizzazione e alla riqualificazione delle risorse presenti nel territorio e dei paesaggi degradati. Si promuove così uno sviluppo sostenibile che inglobi anche la città e non solo il settore della mobilità.
Le sette caratteristiche intrinseche che vanno a definire una greenways sono quindi:
Uno dei tanti progetti di rilievo sulle greenways degli ultimi decenni è sicuramente l’Highline di New York, inaugurato a partire dal 2009. In questo senso il progetto mira a riconvertire un passante ferroviario che veniva utilizzato per scambio merci fino alla metà del Novecento, in un vero e proprio parco lineare sopraelevato che attraversa il versante occidentale del quartiere di Manhattan.
L’Highline venne subito rinominato “Park on the sky” per la sua particolarità di trovarsi ad una decina di metri sopra il piano stradale. Il percorso risulta essere un vero e proprio giardino pensile in cui arbusti, alberi e fiori si intrecciano con il percorso pedonale di nuova realizzazione, intervallato dalle preesistenze ferroviarie come i binari e i parapetti originali. In particolare una maggiore attenzione fu riservata alla composizione floristica, in cui è stato scelto di mantenere le specie che si sono insediate durante gli anni d’abbandono del passante ferroviario. La greenway è dotata inoltre di aree di sosta, sedute, aree picnic, affacci, terrazze e gradonate panoramiche. Vengono anche inseriti degli spazi più ampi attrezzati a supporto di attività ricreative e educative utilizzati dai residenti e visitatori.
Un altro progetto importante sui sistemi lineari risulta essere il “Jardì del Turia” a Valencia del 1969. L’intervento nasce dal recupero di un’area di risulta derivante dall’ex fiume Turia, che attraversava il centro della città. L’ultimo tratto del fiume Turia venne infatti deviato a sud della città per risolvere importanti alluvioni, esondazioni e allagamenti che nel corso degli anni ha causato danni all’intera città. Con la deviazione del fiume si libera così un rilevante spazio lineare che attraversa l’intero tessuto urbano. In questo senso, nasce la volontà di come occupare questo spazio.
Nel 1966 le autorità rendono pubblica l’idea di un’autostrada urbana, il prosieguo della Madrid-Valencia, giungendo fino al mediterraneo, larga 28 metri a 8 corsie. Nei due anni successivi alla presentazione del progetto crebbe una campagna di protesta da parte dei cittadini, costringendo lo Stato ad abbandonare il progetto. I cittadini vollero un parco urbano che attraversasse l’intera città. Date le dimensioni titaniche dell’area (si parla di più di 110 ettari), non si è avuto una realizzazione immediata dell’opera. L’inaugurazione del ‘69 è stata infatti solo il punto iniziale di una serie di progetti che hanno coinvolto un grande numero di figure professionali e che via via hanno portato alla creazione del paesaggio che oggigiorno è possibile apprezzare.
Nella nostra esperienza di progettazione il concetto di greenways è stato trattato in diversi progetti come ad esempio:
Progetto di un anello verde nel “Masterplan del Paesaggio extra moenia del Parco Archeologico di Pompei”, un sistema lineare capace di abbracciare la città storica con quella nuova.
Progetto delle opere a verde per la tramvia 4.1 di Firenze, in cui si sviluppano lungo tutto il tracciato una serie di aree verdi, aree di sosta, percorsi pedonali e una pista ciclabile.
FONTI
Little C., Greenways for America, Johns Hopkins University Press, University of Michigan, 1990.
Turner T., Greenways, blueways, skyways and other ways to a better London Landscape and Urban Planning, Landscape and Urban Planning (in), University of Greenwich, Oakfield Lane, 1995.
Turner T., Landscape Planning and Environmental Impact Design, UCL Press, 1998.
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