Home » Portfolio » Spazi Urbani e Verde Pubblico » Riqualificazione della corte “Obertor”, Winterthur (CH)
L’area oggetto di intervento si trova nella Neustadt di Winterthur, sviluppatasi a partire dalla metà del XIV secolo, quando la vecchia cinta muraria lungo il fossato venne dismessa e il perimetro urbano ampliato verso est.
Il nuovo quartiere era caratterizzato da edifici residenziali destinati alla classe operaia, disposti lungo le vie Holder, Neustadt, Obertor e l’Oberer Graben. All’interno degli isolati si sviluppavano cortili utilizzati come orti e giardini domestici, che svolgevano un ruolo fondamentale nella vita quotidiana degli abitanti.
Nell’area dell’Obertor questi cortili costituivano fino all’inizio del XX secolo importanti spazi verdi comunitari all’interno del tessuto compatto del centro storico. Con l’insediamento della polizia cittadina nell’edificio “Haus zum Adler” (Obertor 17) nel 1917 e il successivo ampliamento delle sue funzioni, il cortile fu progressivamente trasformato in parcheggio e deposito, fino alla completa impermeabilizzazione della superficie.
A seguito del trasferimento della polizia nel 2022, resosi necessario per l’inadeguatezza spaziale degli edifici storici, il cortile interno – rimasto per quasi un secolo nascosto e inaccessibile – torna oggi a rappresentare un significativo potenziale di riqualificazione urbana.
Il progetto si ispira al romanzo Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett. Il nuovo spazio aperto è concepito come un luogo raccolto e volutamente nascosto, da riscoprire da parte dei residenti e dei visitatori. La configurazione introversa genera un’atmosfera intima e protetta, offrendo al quartiere un nuovo spazio pubblico di prossimità: un “segreto urbano” inserito nel denso tessuto storico della città vecchia di Winterthur.
Il cortile viene trasformato in un giardino articolato in diverse aree verdi che integrano dimensioni sociali, ecologiche e climatiche. La struttura spaziale storica diventa il punto di partenza per la definizione del nuovo spazio aperto. Un muro in terra battuta avvolge il giardino e ne definisce il carattere protetto, mentre una vegetazione ricca di specie autoctone, alberi da fiore e piante profumate crea un ambiente sensoriale e al contempo un rifugio ecologico all’interno del contesto urbano.
Due cortili pavimentati, situati a nord e a sud, organizzano gli accessi e definiscono la struttura funzionale dell’intervento. Le pavimentazioni sono realizzate in pietra di quarzo, mentre canalette a cielo aperto convogliano le acque meteoriche verso le superfici verdi, dove possono infiltrarsi. Lungo muri e facciate si sviluppano aiuole con graminacee e perenni autoctone, alberi da frutto a spalliera e piante rampicanti che accompagnano il percorso verso il giardino.
Il giardino è definito da una densa cornice vegetale perimetrale. Al centro si sviluppa un prato fiorito ad alta biodiversità, habitat prezioso per api selvatiche e insetti impollinatori. Nelle aree con possibile presenza archeologica vengono utilizzate specie a radicazione superficiale e una membrana di accumulo idrico. La parte settentrionale ospita un piccolo frutteto e funziona come bacino di raccolta delle acque meteoriche provenienti dalle superfici circostanti.
All’interno del giardino sono stati progettati due piccoli luoghi di sosta: la piazza della fontana, con una fontana balneabile e una panca orientata a sud, e la piazza comunitaria, situata presso il garage riconvertito in spazio collettivo. Il nuovo edificio ospita parcheggi per biciclette e uno spazio multifunzionale per attività di quartiere.
Il progetto restituisce nuova vitalità a uno spazio rimasto nascosto per oltre un secolo. La combinazione di superfici pavimentate, un giardino ricco di biodiversità e uno spazio comunitario aperto al quartiere trasforma l’ex parcheggio in un luogo vivo e condiviso, capace di generare valore ecologico, sociale e urbano.
APPROFONDIMENTI, PUBBLICAZIONI E ARTICOLI SCIENTIFICI