Le Greenways come approccio alla progettazione paesaggistica

parco-urbano-ex-campo-volo-pistoia-010
30 Novembre 2023

Negli ultimi decenni, in materia di paesaggio, si è sviluppata una forte predisposizione nella progettazione di Greenways, veri e propri sistemi lineari che si interfacciano con le diverse peculiarità del paesaggio e del territorio.

“ […] spazi aperti lineari, stabiliti sia lungo un corridoio naturale, come il corso di un fiume, una valle o una linea di crinale, sia lungo fasce di pertinenza di infrastrutture di trasporto, come ferrovie dismesse e riconvertite a usi ricreativi, o anche canali e strade panoramiche. Sono greenways anche i sentieri pedonali o ciclabili immersi in contesti naturali, gli spazi aperti che connettono parchi e riserve, siti culturali o storici con aree popolate”.

Little C., 1990

Le origini delle Greenways

Un vero precursore di questi approcci di progettazione è stato sicuramente Frederick Law Olmsted (Hartford, 26 aprile 1822 – Belmont, 28 agosto 1903), che iniziò a studiare e ad approfondire già alla fine dell’Ottocento le tematiche sulle esigenze ecologiche-ambientali nei sistemi urbani.

Il progetto più emblematico in questo senso è l’Emerald Necklace di Boston; un sistema di parchi e viali di connessione che attraversano la città, fino ad arrivare alle maglie agricole poste nei margini urbani. In tal senso, ogni parco non deve essere considerato una realtà isolata che interagisce solo ed esclusivamente con un quartiere, piuttosto, devono essere inseriti in un sistema lineare che si relazionano tra di loro. Tale sistema costituisce a sua volta un contenitore di risorse naturali con funzioni ambientali, ecologiche, sociali e di trasporto pubblico che diventa un vero e proprio sistema continuo che struttura il tessuto urbano stesso. Olmsted con la sua idea degli spazi verdi lineari, anticipa di un secolo il concetto contemporaneo di greenways.

greenways2
Planimetria del parco lineare "Emerlad Necklace" di Boston | Fonte Immagine: https://picryl.com/media/olmsted-plan-for-the-emerald-necklace-1894-2a568f

Alla fine degli anni ‘90, ci fu la prima teorizzazione del concetto delle greenways.

Le greenways, come definite da Tom Turner che per primo ha teorizzato il termine all’interno della pubblicazione “Greenways, blueways, skyways and other ways to a better London Landscape and Urban Planning” (1995), corrispondono a un percorso piacevole dal punto di vista ambientale (Turner T., 1998).

Tale definizione è frutto dell’analisi delle singole componenti che formano il termine stesso:
green, che indica tutto ciò che appartiene alla vegetazione, ma in senso lato anche a tutto ciò che risulta piacevole da un punto di vista ambientale, paesaggistico, culturale, storico-architettonico:;
ways, che oltre a indicare le vie di comunicazione quali strade, linee ferroviarie e fiumi, si rifà anche all’idea di movimento e di comunicazione.

Le sette caratteristiche delle Greenways

I percorsi verdi, insieme all’utilizzo di piste ciclabili e percorsi di mobilità alternativa, possono costituire delle vere e proprie green-ways che percorrono i nodi della rete ecologica, mettendo in comunicazione i parchi urbani con i sistemi ambientali esterni. Questo comporta la nascita di nuove connessioni di rilevanza ecologica, paesaggistica e ambientale. Ponendosi in questi termini, così come espresso nella Dichiarazione di Lille del 2000, le greenways devono possedere precise caratteristiche legate alla larghezza, alla tipologia di pavimentazione e alla pendenza, che diano l’opportunità a tutte le tipologie di utenti di poterle utilizzare in sicurezza e senza alcun tipo di impedimenti fisici. Si tratta quindi di una scelta progettuale che va oltre l’idea di pista ciclabile come convenzionalmente invece viene identificata, abbracciando una visione molto più complessa che guardi alla valorizzazione e alla riqualificazione delle risorse presenti nel territorio e dei paesaggi degradati. Si promuove così uno sviluppo sostenibile che inglobi anche la città e non solo il settore della mobilità.

Le sette caratteristiche intrinseche che vanno a definire una greenways sono quindi:

  1. La Sicurezza, poiché la loro progettazione deve avvenire in sede differente rispetto all’ordinaria rete stradale, dedicandone l’utilizzo esclusivamente a utenti non motorizzati;
  2. La Multi-utenza, in quanto tali percorsi sono tendenzialmente aperti a tutte le tipologie di utenti, e non solamente a chi utilizza la bicicletta;
  3. L’Accessibilità, necessaria per far fronte alle necessità fisiche dei diversi utenti come bambini, anziani e persone con disabilità motoria;
  4. La Circolazione dolce, che si lega all’esclusione della circolazione ai mezzi motorizzati a favore di quella alternativa, nonché alle pendenze che, se lievi, permettono durante la percorrenza un differente punto di vista sul paesaggio;
  5. Il Recupero di infrastrutture e strutture esistenti, quali strade di matrice storica, linee ferroviarie dismesse, strade campestri, sentieri, al fine di realizzare un sistema di penetrazione nel territorio capace di ospitare strutture a supporto dello stesso;
  6. L’Integrazione con l’ambiente naturale, tale da permettere una maggiore conoscenza dell’ambiente, nonché una sua fruizione in chiave sostenibile.
  7. La Percorribilità intesa non più come transito veicolare privato ma piuttosto come una percorribilità che abbraccia nuove modalità di spostamento. Le greenways e gli spazi lineari aperti intervengono su quest’ottica, e il verde diventa così un elemento che può e deve strutturare le città contemporanee e del futuro. All’interno dei sistemi urbani le greenways e i sistemi aperti lineari aiutano così a riequilibrare i tessuti edificati con quelli naturali.

Progetti di Greenways nel Mondo

Uno dei tanti progetti di rilievo sulle greenways degli ultimi decenni è sicuramente l’Highline di New York, inaugurato a partire dal 2009. In questo senso il progetto mira a riconvertire un passante ferroviario che veniva utilizzato per scambio merci fino alla metà del Novecento, in un vero e proprio parco lineare sopraelevato che attraversa il versante occidentale del quartiere di Manhattan.

L’Highline venne subito rinominato “Park on the sky” per la sua particolarità di trovarsi ad una decina di metri sopra il piano stradale. Il percorso risulta essere un vero e proprio giardino pensile in cui arbusti, alberi e fiori si intrecciano con il percorso pedonale di nuova realizzazione, intervallato dalle preesistenze ferroviarie come i binari e i parapetti originali. In particolare una maggiore attenzione fu riservata alla composizione floristica, in cui è stato scelto di mantenere le specie che si sono insediate durante gli anni d’abbandono del passante ferroviario. La greenway è dotata inoltre di aree di sosta, sedute, aree picnic, affacci, terrazze e gradonate panoramiche. Vengono anche inseriti degli spazi più ampi attrezzati a supporto di attività ricreative e educative utilizzati dai residenti e visitatori.

greenways3
Vista aerea di una parte dell’Highline di New york | Fonte Immagine: https://commons.wikimedia.org
greenways4
Particolare dell’Highline di New york | Fonte Immagine: https://commons.wikimedia.org

Un altro progetto importante sui sistemi lineari risulta essere il “Jardì del Turia” a Valencia del 1969. L’intervento nasce dal recupero di un’area di risulta derivante dall’ex fiume Turia, che attraversava il centro della città. L’ultimo tratto del fiume Turia venne infatti deviato a sud della città per risolvere importanti alluvioni, esondazioni e allagamenti che nel corso degli anni ha causato danni all’intera città. Con la deviazione del fiume si libera così un rilevante spazio lineare che attraversa l’intero tessuto urbano. In questo senso, nasce la volontà di come occupare questo spazio.

Nel 1966 le autorità rendono pubblica l’idea di un’autostrada urbana, il prosieguo della Madrid-Valencia, giungendo fino al mediterraneo, larga 28 metri a 8 corsie. Nei due anni successivi alla presentazione del progetto crebbe una campagna di protesta da parte dei cittadini, costringendo lo Stato ad abbandonare il progetto. I cittadini vollero un parco urbano che attraversasse l’intera città. Date le dimensioni titaniche dell’area (si parla di più di 110 ettari), non si è avuto una realizzazione immediata dell’opera. L’inaugurazione del ‘69 è stata infatti solo il punto iniziale di una serie di progetti che hanno coinvolto un grande numero di figure professionali e che via via hanno portato alla creazione del paesaggio che oggigiorno è possibile apprezzare.

greenways5
Masterplan dell'intervento
greenways6
Dettaglio del Jardìn del Turia, area della Città delle Arti e delle Scienze. | Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/basl/4244989043.

I nostri progetti di Greenways

Nella nostra esperienza di progettazione il concetto di greenways è stato trattato in diversi progetti come ad esempio:

riqualificazione-percorso-paesaggistico-parco-archeologico-pompei-007
Masterplan del Paesaggio extra moenia del Parco Archeologico di Pompei
progetto-opere-verde-tramvia-4.1-firenze-007
Progetto opere a verde Tramvia 4.1 Firenze

FONTI

Little C., Greenways for America, Johns Hopkins University Press, University of Michigan, 1990.

Turner T., Greenways, blueways, skyways and other ways to a better London Landscape and Urban Planning, Landscape and Urban Planning (in), University of Greenwich, Oakfield Lane, 1995.

Turner T., Landscape Planning and Environmental Impact Design, UCL Press, 1998.

AUTORE